venerdì 10 febbraio 2017

Giusto tornare

Quanti anni... ecco:

“Non c’è in un’intera vita cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi”, Luigi Pintor

Ben ritrovati!













sabato 6 aprile 2013

E anche Saba


Ho parlato a una capra.
Era sola sul prato, era legata.
Sazia d’erba, bagnata
dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era fraterno
al mio dolore. Ed io risposi, prima
per celia, poi perché il dolore è eterno,
ha una voce e non varia.
Questa voce sentiva
gemere in una capra solitaria.
 
In una capra dal viso semita
sentiva querelarsi ogni altro male,
ogni altra vita.

giovedì 6 settembre 2012

Memorie

Il mio passato, sul mio primo blog, da cui fuggìi:
http://it.netlog.com/HilarioHalubras
Dedico alla luna, al fiume, a ogni attimo prezioso

domenica 22 luglio 2012

- Piccolino, che fai solo soletto?

- Sto giocando al diluvio universale.
G.G.
p.s. non amo che le rose che non colsi

lunedì 28 novembre 2011

Correva

E anche C.P., anche tutte le sue parole intendo, mi correvano davanti agli occhi, là chiuso nella bara nella stiva dell'aereo, dove - come scrisse qualcuno piuttosto arrabbiato - "fa molto freddissimo".

Vivere

E ora basta:
"L'unica gioia al mondo è cominciare. È bello vivere perché vivere è cominciare, sempre, ad ogni istante".
E ancora:
"C'è un'arte di ricevere in faccia le sferzate del dolore che bisogna imparare. Lasciare che ogni singolo assalto si esaurisca; un dolore fa sempre singoli assalti – lo fa per mordere più risoluto e concentrato. E tu, mentre ha i denti piantati in un punto e inietta qui il suo acido, ricordati di mostrargli un altro punto e fartici mordere – solleverai il primo. Un vero dolore è fatto di molti pensieri; ora, di pensieri se ne pensa uno solo alla volta; sappiti barcamenare tra i molti, e riposerai successivamente i settori indolenziti".
Era C.P.

giovedì 23 giugno 2011

da "In viaggio con Kapuscinski - Dialogo sull'arte di partire"

"Il primo gesto di ogni vero viaggio ha qualcosa di lento. Non credete a chi si mostra deciso, privo di dubbi e incertezze. Nasconde sensazioni incomprensibili e contraddittorie. Lui stesso non vuole crederci: ha sognato e desiderato per mesi questo momento e ora come è possibile che non voglia più partire? E' qualcosa di inspiegabile. Nasconde, dietro il sorriso, una stanchezza improvvisa, un indefinibile senso di solitudine. Nella sua testa stanno passando, come cavalli al galoppo, mille sagge ragioni che suggeriscono di non andare.
La partenza è un momento di fine e di inizio. E' necessario, credetemi, trovare coraggio. Occorre coraggio nel cancellare ogni dubbio e affrontare quel "momento di fare spazio al proprio sogno-bisogno". E ne occorre tanto per sciogliere gli ormeggi e mollare la cima che ci tiene legati alla banchina. "Fa' salpare il tuo sogno, ficcaci dentro la tua scarpa", dice il poeta romeno Paul Celan. Non sempre è facile. Non tutti ci riescono. E io provo una malinconica comprensione (ma al contempo briciole di invidia) per chi non ce la fa". E poi continua. queste sono parole dal primo capitolo, Ismaele non smetterà di navigare... sono parole. Le ha scritte Semplici, Andrea Semplici. Lui. Conosco.
E